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Iniziata
nel 1577, ma consacrata soltanto nel 1627, fu progettata da Bartolomeo
Scapitta, a tre navate, con copertura a volte e otto pile in pietra locale a
capitello tuscanico e un altar maggiore in stile barocco costruito con marmi
neri bardigli intarsiati di bianchi e gialli. All'interno da non perdere gli
affreschi tardocinquecenteschi emersi nell'ultima campata della navata
sinistra e alcuni altari laterali già patronati di nobili famiglie del luogo.
D'area moncalvesca è comunemente ritenute una tela con San Francesco che
istituisce l'Ordine dei Terziari. Firmata da Bartolomeo Scapitta e datata 1619
è infine un'ancona racchiusa in un'imponente edicola dorata il cui fastigio
è dominato dal Padreterno in altorilievo fra due angeli: il quadro
rappresenta la Madonna col Bambino sullo sfondo di una spera di luce
raggiante, orlata di nubi con putti alati; più in basso, due Santi (un frate
e un vescovo) in atteggiamento orante. Conserva il corpo di S. Giustino
Martire, dispone di un organo ottocentesco di notevole fattura |